Passi di qui
come un soffio leggero
su spighe di grano ondeggianti.
Passi di qui
come una dolce memoria
che miete ricordi d'amore.
Passi di qui
come un sogno rubato
al tempo della lucida veglia.
Passi di qui
come una risposta muta
ad una silenziosa domanda.
Passi di qui
e il cielo piega le sue fronde
a dipingere un'abbraccio trasparente.
Passi di qui
e i miei versi spettinati
s'arruffano di felicità indomabili.

****************

Una lucciola volò via
dalle mie mani
schiuse nella notte
e vidi chiaramente
la sua luce
pulsare come il battito
del mio stesso cuore.

Tieniti bene piccolo fiore...io mi terrò la tua poesia.

Eco

Questo blog è chiuso da tempo, ma vedo che ancora c'è chi lo legge e questo mi da la sensazione di qualcuno che ascolti l'eco dei battiti di un cuore ormai sepolto. Forse si può amare anche una eco, come fosse una memoria diventata perla nascosta in fondo al mare. Solo un Narciso non ne sarebbe capace. E quindi grazie con tutto il mio cuore.

martedì

Un post lungo non adatto agli svogliati.


Stavo ripensando al dibattito che c'è stato da Mel Books a Firenze per presentare l'ultimo libro di Massimo Fagioli "Left2007", Eravamo pigiatissimi nonostante i quattrocento posti, ma tanto quando c'è il Fagioli di mezzo va sempre a finire così. Il livello di discussione è sempre altissimo, le perle da portare a casa sono talmente tante che non si riesce mai a tenerle tutte, ed io mi son sempre detto che questo è perchè a frequentare un genio ci si rende conto della propria poca intelligenza e se quello fa tanto di raccontare anche poche cose, saranno sempre troppe per la normale capacità del mio cervellino di contenerle tutte. Ma lo stile dice che a tavola non ci si deve abbuffare, ci sarà tempo per assaggiare di tutto, ciascuno secondo le proprie possibilità, che qui fare i primi della classe è da deficienti.
Per fortuna c'è un video on line che mi permette di riacciuffare qualche perla caduta o non vista.
Di fatto, quando una certa stampa vedeva questi fenomeni, partiva sempre all'attacco con le etichettature e quindi via a sfegiare lo psichiatra chiamandolo Guru o santone o altre amenità del genere. Annullando totalmente il fatto che lo psichiatra in questione ha un curriculum da far impallidire qualunque suo altro collega. Ovviamente l'obbiettivo è lo sfregio all'immagine per negare il discorso scientifico che ad essa è legato. Ma questa ormai è roba vecchia, la prendiamo di tacco come si suol dire, riguarda ormai solo pochi scempiotti ed una cultura illuminista tipo quella che diffonde ancora "La Repubblica".
Quello che invece mi ha sempre intrigato è la dinamica terribile che vede la ragione nascondere in sè la religiosità.
Infatti sappiamo bene che la ragione vede solo ciò che appare e non si cura di ciò che è nascosto e non percepibile dai cinque sensi. Questo è il motivo cardine per cui, quando si parla di realtà psichica, ci si ritrova in un marasma di opinioni e congetture, di visioni filosofiche o assurdità religiose. Non è mai esistita una ricerca che avesse tutti i requisiti della scientificità. Occorreva un salto di qualità nella metodologia del pensiero, affinchè ci si liberasse dell'ottusità positivistica ottocentesca senza cadere nel dogmatismo o nell'elucubrazione filosofica. Occorreva un'impostazione medico-scientifica che valicasse i limiti del visibile e percepibile per arrivare al deducibile.
A tutt'oggi ho visto gente, anche a me molto vicina, che nonostante sappiano dell'esistenza di una teoria scientifica esposta in un discorso organico e completo, non ne leggono una pagina. Doverosamente rispetto la loro libertà, ma una domandina da figlio di puttana me la faccio, sono solo indifferenti? Oppure hanno intuito cosa può esserci in quei libri e li devono negare a priori? E per quale motivo dovrebbero stupidamente fare questa negazione a priori? Cosa sfugge loro? Oppure cosa NON sfugge loro? Lo dico perchè capirei la critica se uno prima avesse letto e capito, se non tutto, almeno qualcosa. Invece inspiegabilmente rifiutano. Sarei talvolta propenso a pensare che temono di venirne sconvolti. Perchè dico questo? Perchè una certa stampa, nel corso degli anni, ha fatto quel lavorìo di distruzione dell'immagine, dipingendo il gruppo come se fosse una massa di invasati. Ovvio no? Se c'è un santone o un guru chi lo frequenta è di conseguenza un babbeo rincoglionito. Invece sono babbei loro a crederci, perchè se pensassero invece di credere andrebbero a verificare di persona senza timore di venire "plagiati". Evidentemente sono religiosi e credono alle influenze degli spiriti... E quindi lasciamoli ovviamente nella libertà di credere quel che vogliono, ma sapendo che si sono già autoesclusi dalla capacità di pensare e di conoscere.
Mi fanno venire in mette un lontanissimo aneddoto, quando negli anni ottanta uscì un articolo al vetriolo sul Messaggero (se non ricordo male). Un feroce ammasso di accuse ed offese senza la benchè minima competenza e conoscenza della materia. Poi si scoprì che la giornalista era una ragazzetta. Ci stupimmo molto di questa "onnipotenza" peraltro sciocca, ma il destinatario delle accuse, con calma serafica, disse che dietro quella "fraschetta" c'era una cultura millenaria e che lei era solamente una povera sicaria di questa mentalità dominante. Il discorso si fa più profondo se consideriamo che c'è l'idea che nessuno riesce a resistere alla pulsione di annullamento, perchè porta alla pazzia (Van Gogh e molti artisti possono esserne un esempio). Qual'è il "giochetto" assolutamente inconscio? Quello del non riconoscere ciò che invece c'è, affetti in primis, talvolta nella più assoluta e totale "buonafede", anche se è una buonafede che cela la malattia mentale del "normale" (un po' il discorso che nel "sangue di rospo" feci sui nazisti).
Se una cosa perturba la si fa sparire, per quella dinamica fisiologica che è scattata alla nascita, ovvero la "fantasia di sparizione" di fronte all'assolutamente nuovo che è il mondo esterno. Dinamica che permetterà la nascita della realtà psichica con la formazione della prima immagine mentale che, integrandosi alla vitalità ci farà cercare un seno. Se poi il seno c'è, ma solo fisicamente, la prima immagine si guasta e ci si ammala.
Per questo la ragione è solo una misera stampella e nulla può di fronte all'irruzione di un inconscio che si è ammalato.
Ciò che perturba nel modo più assoluto è la comparsa di un nuovo pensiero che renda zoppo quello vecchio della ragione e che non permetta più all'inconscio di essere considerato "pazzo" per natura. Se uno è pazzo è perchè lo hanno fatto ammalare, non si nasce schizofrenici o psicotici o depressi o anoressici o paranoici o isterici. E cos'è che ci fa ammalare? L'annullamento, che si manifesta nell'anaffettività altrui. Proprio quella pulsione che molti continuano ad agire nei confronti di una scoperta scientifica che lo ha messo in evidenza chiarissima. In un certo senso è come se uno con una piaga infetta sputasse su Fleming. La malattia mentale del "normale" fa questi scherzi. Se in medicina organica uno corre fra le braccia del medico per farsi aiutare, nella medicina della psiche spesso avviene quasi il contrario, e questo, va detto per onestà, grazie ad una cultura che ha sempre fatto di tutto per impedire che si facesse mai una ricerca seria sulla realtà umana, diffondendo una serpeggiante convinzione che per la malattia mentale non esiste cura. Qualche incurabile c'è, ma non sono i cerebropatici, poveracci, quelli hanno una lesione organica ed hanno bisogno dei neurologi, mentre l'incurabile è Hitler, ma, come diceva qualcuno, ci preoccupa forse il suicidio di un Hitler?
Chi crede di poter risolvere tutto con la ragione chiama per forza di cose la religione ad occuparsi di tutto ciò che non è ragione ed il danno è fatto. Anche se si proclama ateo. Perchè da sempre crediamo che nell'irrazionale ci sia la pazzia, in una perenne scissione fra anima e corpo.
Solo scoprendo la pulsione di annullamento la si può fronteggiare e non impazzire davanti a chi la agisce o gestisce. Ed è un lavoro quasi quotidiano purtroppo...basta leggere i giornali, o semplicemente guardarsi attorno, talvolta anche nell'amico più caro, che annulla tutta la tua ricerca e sorridendo ti dice che è un opinione come un'altra.
Nella scienza non si possono avere opinioni altrimenti non è scienza.
E quindi sorrido io pensando a Copernico per quel che riguarda le cose un giorno osservabili.
Dopo la scoperta della formazione della retina intorno alla ventiquattresima settimana se n'è aggiunta un'altra recentissima che dimostra che è la luce ad attivare la sostanza cerebrale e che basta anche un solo fotone. Il respiro non c'entra niente, è solo conseguente. Quindi che nessuno rompa più le palle con la domandina: "e i ciechi dalla nascita come fanno?" Non esistono i ciechi dala nascita, perchè è dimostrato che un feto che non ha la capacità di essere stimolato dalla luce muore prima ancora di nascere.
E quindi un'altra conferma viene a sottolineare l'esattezza della teoria, con buona pace dei positivisti, e perchè no anche degli spiritualisti.

Ho fatto appena in tempo a scrivere questo post che la stupidità e le menzogne tornano all'attacco come se nulla fosse. Cinicamente osservo che cadono a fagiolo a sostegno di quanto dicevo all'inizio. Metterò il link alla lettera che Fagioli ha scritto alla redazione de L'Unità per difendersi dalle oscene bugie che certi giornalisti scrivono a cuor leggero. Ma questi giornalisti di cosa sono fatti? Quale abissale idiozia hanno nelle loro penne?

P.S. ma più che idiozia è delinquenza lucida, anch'essa al servizio di una cultura della ragione e della religione.

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