A volte leggo delle cose nei blog che mi lasciano un po' perplesso e mi danno la misura di quanta incertezza ci sia in persone anche molto intelligenti e attente, incertezza che voglio interpretare come giusto ed elegante riserbo. So bene che aprire con questa affermazione fa drizzare gli aculei dei cultori del dubbio sistematico o anche delle persone che, per loro pudore, evitano di dare un nome preciso alle cose nel timore di offendere o sbagliare. So che dovrei accettare qualche lezione di stile ma questo non va confuso col fatto che io abbia torto.
Cito parzialmente una risposta che mi ha dato un'amica virtuale che stimo, lo faccio per non invadere il suo bel blog con le mie pignolerie, spero che comprenda e non me ne voglia.
Dice la sua risposta (il suo post parlava di una coppia con una lei giovanissima ed un lui ricco e bruttino):
"...non l'ho avvertita come una sorta di puttanesimo, almeno lei mi ha fatto tenerezza, però è una situazione comunemente accettata, da che mondo e mondo i soldi rendono appetibile anche un uomo insignificante."
Deduco che la mia amica si limita ad osservare un dato di fatto ma non vuole assumersi la responsabilità di dire che, escluso il caso da lei proposto, in genere si tratta di puttanesimo. In fondo lo raccomandava alle ragazze anche il nostro presidente del consiglio di trovarsi un uomo ricco. Che sia pratica diffusa non lo metto in dubbio, ma a casa mia si chiama puttanesimo, che equivale all'anaffettività più assoluta. Perchè se escludiamo le poveracce sbattute sulla strada da aguzzini schifosi che distruggono la loro fragile identità, per il resto si tratta di vere e proprie puttane, nel peggior senso della parola. Puttane sicarie e vittime di una cultura che ha sostituito la potenza muscolare del maschio animale col potere economico del maschio "civilizzato". Ma pur sempre di animali si tratta.
Chi mi segue da un po' di tempo sa bene che io sostengo che l'essere umano NON è un animale e quindi chi ha degli esseri umani quella visione di fondo è portatore di una cecità violenta e stupida che farà ammalare chi non riesce a rifiutarla.
Prendo atto che la mia amica pensa che il rapporto da lei osservato non sia di puttanesimo e ne sono lieto, me lo auguro anche io. Ma allora vuol dire che è un rapporto in cui al denaro, che è un oggetto materiale, si preferisce la sostanza interna dell'altro, che non è materiale. Se una bella ragazza sta con un "vecchione" si tende sempre a vederci il peggio, perchè intuire che invece potrebbe essere un rapporto di desiderio scombussola le menti poco avvezze alla libertà. Pochissimi sono in grado di "reggere" la visione di quel rapporto senza diventare invidiosi, soprattutto è impossibile per chi ha una visione degli esseri umani come animali. E quindi i miei sinceri auguri a quella coppia non "normale" se la normalità è puttanesimo o marionettismo. L'ho già scritto da qualche parte che la libertà rende imprevedibili solo le persone sane, mentre i pazzerelli fanno sempre gli stessi annullamenti.
Concludo però ricordando alla mia amica che il mio commento era piuttosto articolato (anche se so bene che la cosa non le è sfuggita), pur nei limiti delle poche righe consentite. Mi ponevo l'enorme problema dell'amore del più vecchio per il più giovane, nel quale, sempre data per buona la sanità di tutti e due, si corre spessissimo il rischio di una violenza invisibile, dalla quale si può cadere nell'annullamento di entrambi. Il vecchio chiede al giovane di vedere quel che vede lui, il giovane chiede altrettanto. L'equilibrio di queste due forze è il miracolo della genialità rarissima di certi rapporti, che sono trasformativi e creativi... finchè riescono a durare. E devo precisare che questi rapporti non vanno MAI intesi alla maniera greca del mentore con l'allievo, altrimenti sarebbe violenza omosessuale (i greci non avevano raggiunto la concettualizzazione della sessualità umana), vanno invece intesi come rapporto con l'assolutamente diverso da sè e proprio per questo possono raggiungere momenti di creatività assoluta, altrimenti sarebbero di banale identificazione padre-figlio/a se non addirittura peggio.
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