C'è una stradina bianca che sembra disegnata per un libro di fiabe e quindi, accompagnato da una bellissima sorpresa, ho fatto il pieno di novità, mentre gli occhi si dissetavano a sorsate generose, che ne avevano veramente bisogno.
Per ovvi motivi qui potrò mostrare solo immagini miseramente fotografiche, per le altre, quelle più vere, occorreranno parole che ancora non hanno il coraggio di uscire, quasi fossero bambine appena nate che non sanno distinguere bene i contorni netti e vedono solo luci e colori, ma fiduciose sorridono al suono dolce di una voce calda e musicale.
In questa lunga passeggiata, fra silenzi e respiri vicini, racconti ed occhi ridenti, ho scattato qualche mediocrissima foto, che non avevo certo voglia di concentrarmi su una stupida macchina fotografica. Però adesso che le guardo, a prescindere dalla qualità, ci trovo una sorta di piccolo racconto.
Apparentemente sarei un visionario, in realtà cerco e trovo quasi sempre un senso nelle cose che incontro. Che io ce lo trovi è ovvio, perchè le cose, senza gli affetti, hanno solo un significato e non un senso, per questo gli anaffettivi dicono spesso di non trovare un senso nella vita.
L'arco dentro casa mia serve solo a tenere su il tetto, ma a me può servire per rappresentare una schiena robusta che resiste al peso di inaspettate violenze. Oppure, un banalissimo tronco d'albero può diventare un amico a sostegno di un focoso amplesso amoroso.
Camminando, respirando, parlando ed ascoltando, ho quindi scattato le foto che poi mi sono apparse in un loro ordine, ed in quell'ordine ho trovato un senso, che non potrà di certo trovare chi non era con me a vagabondare per campi e poggi, ma che importa, il blog è mio e non si deve spiegare sempre tutto, no?
Mi dispiace che la panoramica del Pratomagno non renda l'effetto stupendo che aveva nella realtà, e questo lo dico per un'amica dolcissima che so che mi legge ed ama da molto tempo quel luogo magico. Le dedico la foto.
4 i commenti sono sospesi:
Ehm, veramente quella sorpresa sono io, cioè non la "sorpresa" ma quella che si sorprende, accidenti ai giochetti di parole!!!!
Ho scorso un po' il tuo blog, ma ci vuole tempo e comunque ti ho già detto che stare su internet mi intristisce.
Un bacio
A.
Non perdere il tuo tempo a leggere il mio blog, c'è di meglio da fare e a te il meglio non manca di certo!!!
...dein mille altera!
:-)
intravedo allusioni sottili come fili di seta, ma forti, e troppo rosse per lasciare indifferenti.
Mi allarga il cuore leggere di nuovi inizi, tanto più che, date le premesse dolci-azzurre e di respiri vicini, il meglio deve ancora venire. Ed è tutto meritato.
Comunque, se posso permettermi l'appunto, la sete di novità non ha placato i tuoi occhi; sono proprio loro ad aver invece inventato il nuovo, ad averlo visto dove prima, apparentemente, non c'era. Sono occhi limpidi e bellissimi, che fan limpido e bellissimo tutto quel che sfiorano.
Sono occhi di un artista.
"...che non è mai povero"
[Nam quaecumque homines bene cuiquam aut dicere possunt
aut facere, haec a te dictaque factaque sunt.]
Se i miei occhi sono quelli di un artista i tuoi sono quelli di un genio... che è saggezza e gioventù.
;-)
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