Passi di qui
come un soffio leggero
su spighe di grano ondeggianti.
Passi di qui
come una dolce memoria
che miete ricordi d'amore.
Passi di qui
come un sogno rubato
al tempo della lucida veglia.
Passi di qui
come una risposta muta
ad una silenziosa domanda.
Passi di qui
e il cielo piega le sue fronde
a dipingere un'abbraccio trasparente.
Passi di qui
e i miei versi spettinati
s'arruffano di felicità indomabili.

****************

Una lucciola volò via
dalle mie mani
schiuse nella notte
e vidi chiaramente
la sua luce
pulsare come il battito
del mio stesso cuore.

Tieniti bene piccolo fiore...io mi terrò la tua poesia.

Eco

Questo blog è chiuso da tempo, ma vedo che ancora c'è chi lo legge e questo mi da la sensazione di qualcuno che ascolti l'eco dei battiti di un cuore ormai sepolto. Forse si può amare anche una eco, come fosse una memoria diventata perla nascosta in fondo al mare. Solo un Narciso non ne sarebbe capace. E quindi grazie con tutto il mio cuore.

mercoledì

Letto


A volte scrivo qualcosa e lo pubblico subito, a volte invece lo lascio lì, magari perchè richiede più tempo di quello disponibile o perchè è da approfondire o, talvolta, perchè mi faccio scrupolo di pubblicarlo. Sta di fatto che avevo una cartella (un file) piena zeppa di questi scritti ed ogni tanto, siccome me li dimenticavo, andavo a vedere che cazzo avevo scritto. Bene, adesso che il pc ha fatto le bizze a causa di un conflitto fra due antivirus ho perduto tutto e la cartella non esiste più.
Invece di fare una crisi depressiva o isterica prendo semplicemente atto della cosa e, che buffo, aspetto che riaffiorino alla memoria i pensieri e le cazzate che vi erano espressi. Per adesso ne torna a galla uno, chissà perchè proprio quello, in cui parlavo di un nuovo letto che forse vorrei costruirmi. Scherzavo immaginandomi inginocchiato per terra a prendere le misure come il protagonista delle nozze di Figaro. Poi, come mio solito, andavo avanti a cazzo di cane sostenuto dall'idea che passiamo più o meno un terzo della nostra vita a letto. Elucubravo sulle dimensioni e la forma, ricordando che negli anni ottanta, fra la gente che frequentavo, era di rigore il metro e venti di larghezza, affinchè fosse abbastanza largo per passarci occasionalmente una notte in due ma senza debordare nelle dimensioni matrimoniali.
Poi scrivevo altro ma adesso non importa tentare di ricordarlo, preferisco andare avanti con altre riflessioni dal momento che ancora non ho sonno.
Non so perchè ma penso che il letto abbia un'immagine particolare. Quando sono solo il letto varia la sua accoglienza a seconda della mia stanchezza, quando non sono solo la varia a seconda del mio stato d'animo. Poi esiste anche quella micidiale miscela fatta di immagini-ricordo di esperienze amorose vissute che, essendo passate, lo popolano di fantasmi bellissimi ma evanescenti, creando un terribile contrasto se eventualmente la solitudine è attuale, oppure generando una speranza se la solitudine non c'è.
Ma il letto sta lì, zitto.
Ed io ne voglio uno nuovo, perchè le immagini vecchie ormai sono andate, mentre quello che vorrei sono delle immagini nuove, a cui regalare pagine bianche come lenzuola, su cui scrivere quello che ancora non ho scritto. Non mi si fraintenda, non è una frase da Don Giovanni! Piuttosto è la perenne ricerca della creatività con l'immagine femminile, ricerca non facile poichè l'immagine femminile interna è indefinita e viene rubata di rado da qualche meravigliosa attrice che la rappresenti facendomi girare la testa. Ma credo che funzioni così per tutti, salvo per le marionette.
Quanto poi possa durare la rappresentazione dipende dalla maestria degli attori perchè l'amore "è una Fata Morgana per uomini nel deserto".

3 i commenti sono sospesi:

Saamaya ha detto...

Non entro nel contenuto del 'letto', immaginari vari e lenzuola.. ma lasciati dire: scrivi troppo bene!

Il verduraio ha detto...

@Saamaya: mi fai arrossire dio bono!!!

:-D

Saamaya ha detto...

Pomodorino, è il tuo mestiere.

[arrossire]

;-)