Passi di qui
come un soffio leggero
su spighe di grano ondeggianti.
Passi di qui
come una dolce memoria
che miete ricordi d'amore.
Passi di qui
come un sogno rubato
al tempo della lucida veglia.
Passi di qui
come una risposta muta
ad una silenziosa domanda.
Passi di qui
e il cielo piega le sue fronde
a dipingere un'abbraccio trasparente.
Passi di qui
e i miei versi spettinati
s'arruffano di felicità indomabili.

****************

Una lucciola volò via
dalle mie mani
schiuse nella notte
e vidi chiaramente
la sua luce
pulsare come il battito
del mio stesso cuore.

Tieniti bene piccolo fiore...io mi terrò la tua poesia.

Eco

Questo blog è chiuso da tempo, ma vedo che ancora c'è chi lo legge e questo mi da la sensazione di qualcuno che ascolti l'eco dei battiti di un cuore ormai sepolto. Forse si può amare anche una eco, come fosse una memoria diventata perla nascosta in fondo al mare. Solo un Narciso non ne sarebbe capace. E quindi grazie con tutto il mio cuore.

lunedì

ritornello


Leggo un quantitativo notevole di cazzate nei vari blog e questa, probabilmente, è solo una in più.
Sono stanco di buona parte del mondo, e per mondo intendo il pensiero ed il fare di molte persone, me compreso. Sono stanco di troppe cose e questo è un atteggiamento che deriva da una serata fiacca, in attesa di un qualcosa che arriverà solamente se saprò costruirmelo insieme o nonostante qualcuno.
La cosa buffa è che, quando si trova la vitalità per costruire e fare, alcune persone si avvicinano ma, nascoste fra di loro, ci sono, a volte, quelle invidiose che vogliono solo distruggerti la vitalità e non altro.
Quando invece ci si sente giù si avvicinano solo i preti o le suore ma, talvolta, nascoste, ci sono persone che ti amano davvero e non si avvicinano per fare assistenza cieca ed anaffettiva.
Il guaio è che quando hai la vitalità per fare le cose puoi essere anche un po' ingenuo ed ottimista e non vedere i serpentelli nascosti nell'erba. Oppure, al contrario, quando sei depresso, non riesci a vedere chi ti regala gratis una goccia di sangue per farti ripartire.
Dunque la vitalità è indispensabile ma non sufficiente, occorrono gli occhi, le orecchie e la bocca.
Per vedere, per sentire, per amare.
Per piangere, per inorridire, per urlare.
Per dipingere, per suonare, per dire.
Quando dormo i miei occhi sono chiusi, le mie orecchie sono assopite, la mia bocca tace. Ma la mia mente non smette mai di fare immagini e se al piano di sotto qualcuno prepara il caffè magari me lo sogno anche, trasformando un aroma in un'immagine che mi serve per dire qualcosa che non è ricordo cosciente del caffè ma fantasia che, forse, parla di svezzamento.
Chi ignora le immagini dei sogni vivrà in un deserto dove non capirà mai il proprio stato interiore e girerà in tondo morendo di fame e di sete.
Il concilio di Ancira del 313 D.C. bandì gli interpreti dei sogni. Oh, non che li sapessero interpretare, perchè pensavano che erano mandati dagli dei. Ma il divieto di interpretare i sogni è stato un primo passo verso la notte medievale.
Poi sono comparsi i falsi interpreti, ormai infettati da secoli di cristianesimo e dall'idea del peccato originale e del male connaturato all'essere umano.
Troveremo la strada per comprendere i sogni senza essere deliranti religiosi o aridi positivisti?
Riusciremo a trovare un pensiero più progredito che non ci inchiodi ad un ritornello di due, tre o cinquemila anni fa?

2 i commenti sono sospesi:

luce ha detto...

Io sono una che cerca di leggere isuoi sogni sempre, credo nella simbologia del subconscio; il fatto è che continuo a sognare anche ad occhi aperti e qindi volente op nolente mi muovo e ci credo ancora
Ci sono periodi in cui uno fatica ad andare avanti, ecco il problema.
E volte vorrei essere completamente scema: gli scemi sono sempre felici.
Un cordiale saluto

Saamaya ha detto...

io credo in un linguaggio più poetico, artistico e decisamente più affascinante che, della nostra vita, codifica sensazioni e significati in una nuvola onirica.
A volte ci parlano. Altre, restano enigmi.
Siamo noi, che parliamo anche così.
Quante cose da scoprire.
Basta non crederci troppo e confondere i piani del vero con i codici della simbolica.