
Leggo un quantitativo notevole di cazzate nei vari blog e questa, probabilmente, è solo una in più.
Sono stanco di buona parte del mondo, e per mondo intendo il pensiero ed il fare di molte persone, me compreso. Sono stanco di troppe cose e questo è un atteggiamento che deriva da una serata fiacca, in attesa di un qualcosa che arriverà solamente se saprò costruirmelo insieme o nonostante qualcuno.
La cosa buffa è che, quando si trova la vitalità per costruire e fare, alcune persone si avvicinano ma, nascoste fra di loro, ci sono, a volte, quelle invidiose che vogliono solo distruggerti la vitalità e non altro.
Quando invece ci si sente giù si avvicinano solo i preti o le suore ma, talvolta, nascoste, ci sono persone che ti amano davvero e non si avvicinano per fare assistenza cieca ed anaffettiva.
Il guaio è che quando hai la vitalità per fare le cose puoi essere anche un po' ingenuo ed ottimista e non vedere i serpentelli nascosti nell'erba. Oppure, al contrario, quando sei depresso, non riesci a vedere chi ti regala gratis una goccia di sangue per farti ripartire.
Dunque la vitalità è indispensabile ma non sufficiente, occorrono gli occhi, le orecchie e la bocca.
Per vedere, per sentire, per amare.
Per piangere, per inorridire, per urlare.
Per dipingere, per suonare, per dire.
Quando dormo i miei occhi sono chiusi, le mie orecchie sono assopite, la mia bocca tace. Ma la mia mente non smette mai di fare immagini e se al piano di sotto qualcuno prepara il caffè magari me lo sogno anche, trasformando un aroma in un'immagine che mi serve per dire qualcosa che non è ricordo cosciente del caffè ma fantasia che, forse, parla di svezzamento.
Chi ignora le immagini dei sogni vivrà in un deserto dove non capirà mai il proprio stato interiore e girerà in tondo morendo di fame e di sete.
Il concilio di Ancira del 313 D.C. bandì gli interpreti dei sogni. Oh, non che li sapessero interpretare, perchè pensavano che erano mandati dagli dei. Ma il divieto di interpretare i sogni è stato un primo passo verso la notte medievale.
Poi sono comparsi i falsi interpreti, ormai infettati da secoli di cristianesimo e dall'idea del peccato originale e del male connaturato all'essere umano.
Troveremo la strada per comprendere i sogni senza essere deliranti religiosi o aridi positivisti?
Riusciremo a trovare un pensiero più progredito che non ci inchiodi ad un ritornello di due, tre o cinquemila anni fa?
2 i commenti sono sospesi:
Io sono una che cerca di leggere isuoi sogni sempre, credo nella simbologia del subconscio; il fatto è che continuo a sognare anche ad occhi aperti e qindi volente op nolente mi muovo e ci credo ancora
Ci sono periodi in cui uno fatica ad andare avanti, ecco il problema.
E volte vorrei essere completamente scema: gli scemi sono sempre felici.
Un cordiale saluto
io credo in un linguaggio più poetico, artistico e decisamente più affascinante che, della nostra vita, codifica sensazioni e significati in una nuvola onirica.
A volte ci parlano. Altre, restano enigmi.
Siamo noi, che parliamo anche così.
Quante cose da scoprire.
Basta non crederci troppo e confondere i piani del vero con i codici della simbolica.
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