Invadere verbosamente un blog altrui con un commento più lungo del post mi mette a disagio, per cui metto qui il mio commento, almeno non farò danni in casa d'altri.
Hannah Arendt diceva una cosa vera ed è una cosa che vale per uomini e donne. C'è poi da cogliere l'alleanza fra vittima e carnefice.
Gli uomini sono di tanti tipi e caratteri. Ci sono quelli liberi e indipendenti, quelli succubi (o alleati) di una cultura maschilista alla quale non sono capaci di ribellarsi e ci sono i malati di mente, che poi spesso sono quelli che fanno una certa "cultura" come quella religiosa o quella patriarcale o quella etnica e razzista o quella che asserisce che l'essere umano è un animale. Comunque vada chi ci rimette è sempre la donna, perchè viene vista come una madonna o come una serva o come un animale da riproduzione.
La banale constatazione positivistica della minore forza fisica si alleò col pensiero greco che vedeva le donne come animali privi di ragione. Quindi è la razionalità che, in primis, nega la realtà femminile.
Molti millenni fa l'uomo non aveva fatto il nesso fra rapporto sessuale e procreazione, per cui vedeva la donna come un essere meravigliosamente creativo. Andavano a caccia gli uomini delle caverne, forti della maggiore potenza muscolare e del coraggio per affrontare le belve. Era una ovvia divisione dei compiti in base alla propria realtà fisica, mentre molto probabilmente erano le donne a dipingere i graffiti nel tempo libero.
Quando l'uomo ha scoperto che nella procreazione era indispensabile il suo seme gli ha dato di volta il cervello ed ha confuso la potenza muscolare con quella sessuale. Ancora oggi ci sono dei poveracci che si massacrano in palestra pensando che la cosa abbia una qualche relazione col funzionamento del proprio pisellino. Il pisello non è un muscolo, non produce acido lattico, semmai produce ben altro latte che non dovrebbe mai avvelenarsi di odio e rabbia ma essere dato per amore, passione ed interesse per l'altra. La menzogna che la sessualità sia un bisogno e non un'esigenza porta certi uomini a considerare le donne delle latrine in cui scaricarsi, per cui se le trovano occupate o non disponibili spaccano tutto. Uomini che non tollerano l'esistenza di un diverso da sè e che intraprendono la strada dell'eliminazione fisica di colei che stravolge i loro patologici schemi mentali. Schemi mentali in cui, al massimo, arrivano all'identificazione con l'altra (ho già parlato da qualche parte dell'enorme differenza fra identificazione con e identificazione da), per cui se l'altra non corrisponde ai loro voleri e alle loro deliranti immagini gli crolla il mondo addosso.
In questi giorni i media si dedicano a questi uomini che trovano le latrine occupate o non disponibili, ma ancora non ho mai sentito nessuno dire che la nostra cultura ha il terrore dell'immagine femminile, la nega da millenni.
Ma fintanto ci muoviamo in ambito positivistico razionale per le donne non c'è scampo, sono destinate a misere quote rosa o a farlocche comprensioni che parlano di uguaglianza senza sapere e senza poter dire "dove" davvero sta l'uguaglianza fra diversi.
L'uguaglianza sta nella nascita, nasciamo tutti uguali perchè tutti, maschi e femmine, cerchiamo il seno e lo succhiamo nello stesso modo. Se non scopriamo profondamente questa ovvietà allora l'uguaglianza diventa un termine astratto e lesivo delle diverse esigenze, che compaiono dopo lo svezzamento.
Ma dimentico sempre che di mezzo c'è la sessualità... e allora sì che son cazzi nella nostra cultura. Infatti col termine sessualità viene compreso di tutto, dalla masturbazione all'omosessualità, finanche ai rapporti con gli animali o coi termosifoni. Ed è il solito giochetto di confondere le cose affinchè nessuno riesca a capirci una mazza, per celare e confondere la dissociazione con la libertà.
Parole che non hanno il loro oggetto.
La sessualità non è solo genitalità, altrimenti si negherebbe il rapporto al seno che è sessuale ma non è, ovviamente, genitale. Mentre la genitalità può non avere niente a che fare con la sessualità quando è scissa dalla realtà interna dell'altro.
Madonna bona, ho fatto proprio bene a pubblicare qui i miei sproloqui.
7 i commenti sono sospesi:
Ma no, Pomì, non avrei protestato per un commento così ben articolato. Ma, senza saperlo, sono arrivata al tuo ultimo post e ho letto con uguale piacere.
E' un argomento articolato, infatti: tocchi tanti tasti, anche dolenti. Proprio ieri mi è stato consigliata la lettura de "Il Cervello degli Uomini" di Brizendine (insieme al simmetrico "Il Cervello delle Donne") a dimostrazione di quanto quel piccolo e simpatico membro tra le gambe maschili, diventi Dio, per qualcuno, Monotesita ed esuberantemente bigotto. Là la forza, la misura, il valore.
Tutto lì!!?!!?
strano a credersi. eppure...
e non neghiamocelo: le relazioni umane, la politica, la psicoanalisi, le guerre, l'arte,... muove tutto da là, come suggeriva il buon Courbet qua: http://www.madinin-art.net/images/Courbet%20-%20l%27origine%20du%20monde.jpg
Oh, quel quadro l'ho anche messo in un post tempo fa...
:-)
Per questo io faccio il tifo per i bonobi, l'uomo è troppo prepotente e aggressivo. Verso l'uomo, verso la donna, verso la natura, verso la Terra, pure verso Dio (sbaglio o l'ha ucciso?)
Cmq non vedo l'ora di finire l'identità umana, è il bello dell'estate...
Sì Led, quel libro sull'identità umana dovrebbero usarlo come testo di base nelle scuole.
Ho sentito dire che, sul mercato, il cervello dell'uomo costa più di quello della donna. E qui partono generalmente gli sghignazzi maschili di virile soddisfazione.
Tuttavia la differenza è data dal fatto che quella cacchetta grigia e raggomitolata con cui l'uomo si sfonda in palestra per accrescere l'unica parte del suo corpo che non beneficerà dello sforzo (sei stato fantastico!), il cervello dell'uomo insomma, è nuovo di zecca, mai utilizzato. Quello della donna, invece, è usato, logoro, spremuto.
Con questa ironica constatazione non voglio buttarmi a pesce nella generalizzazione indiscriminata. Ci sono Uomini e uomini, così come Donne e donne, anche se è difficile ancora oggi scrollarsi di dosso una tradizione patriarcale in cui la figura femminile è sempre quel tratto tenero e nostalgico e molto dimesso che compare solo a rifare il letto. Ci sono ancora uomini che sognano di tornare a casa con la clava e tutto il resto e trovare una donna così. Uomini che, tutto sommato, hanno una scarsa opinione di se stessi secondo me, opinione che cercano di rafforzare nel confronto con quella parte "molle" che gli vive accanto. Ma la donna ha dimostrato che la forza del muscolo caratteriale è la migliore arma con cui affrontare il mondo. Possibile però che in questa accresciuta forza nessuno si accorga di una perdita graduale di sensibilità? E' come se la donna, avvicinandosi ad un'identità maschile, abbia perso un tratto caratteristico, dolce, tenero. Sempre senza generalizzare, ho l'impressione che la tanto ricercata parità dei sessi abbia permesso alla donna di "avvicinarsi" all'uomo, ma non viceversa. Siamo noi quelle che, in fondo (ed in una società in cui vengano rispettati i pari diritti), abbiamo perso qualcosa.
Adesso odiami pure per l'invasione del tuo spazio!!! Non riesco ad essere sintentica...
Oh Giulia, ma ti rendi conto che hai detto una cosa splendida? Mi riferisco a quando esprimi quel concetto di emancipazione femminile che, avendo come modello l'uomo, porta ad un'uguaglianza demenziale, perdendo per strada tante peculiarità femminili e inaridendo l'immagine femminile stessa. E di fatto è l'ennesimo inganno a cui ci porta la ragione. Lo ripeto fino alla noia, la ragione è intrinsecamente omosessuale in quanto non riconosce altro che se stessa, tutto ciò che è diverso lo annulla o lo nega chiamandolo irrazionale. Inoltre è chiaro che va in palese corto circuito logico quando deve comprendere un uguale che è al tempo stesso diverso. Proprio da questa incapacità deriva l'idiotissimo concetto di invidia del pene di freudiana memoria.
C'è anche da dire che il terrore che gli uomini hanno della sessualità femminile li ha portati a vederle come streghe e in effetti le donne, astute e intelligenti, hanno sempre gestito "i bisogni infantili" degli uomini. Non avendo possibilità nello scontro fisico hanno giocato su quello psichico. Questa dinamica ha però portato, storicamente, danni notevoli nell'immagine e nella psiche di entrambi, Shakespeare è un gigante nel rappresentarlo, dal Macbeth, all'Otello, al sogno di una notte di mezza estate, o attraverso Ofelia in Amleto, fino al mercante di Venezia e alla bisbetica domata.
Io penso che il rapporto uomo donna vada ripensato, ricercato e scoperto in tutte le sue possibilità. Solo partendo da questo sarà possibile distruggere quella violenza che la nostra cultura ritiene "naturale" nell'essere umano.
Fanculo al peccato originale, fanculo a Hobbes, fanculo a quel fobico di Freud e alla cultura che lo ha seguito.
Grazie Giulia
Se permetti io come donna dò anche molta colpa a noi donne che alla fine ci adeguiamo a schemi maschili senza essere fiere delle nostre peciliarità, che non sono nè migliori nè peggiori degli uomini ma diverse.
Siamo le prime ad usare fragilità e bisogni credendo che questo ci protegga da un mondo che su quelle fragilità e bisogni ha creato il senso di inferirorità che ci perseguita.
Mi piacerebbe un mondo dove potremmo essere liberi di essere noi stessi tutti, senza distinzione di sesso e anima.
Bellissimo post, complimenti
Posta un commento