
Una ventata improvvisa fa sbattere violentemente una porta. L'attimo che segue lo schianto ha un riverbero denso e catalizzante, facendoci trascurare ogni altro rumore, mentre la veloce memoria ha già archiviato l'impatto, lasciando al pensiero il compito di elaborare l'eco che si spande nei nostri affetti. E non sappiamo mai quanto a lungo quei cerchi concentrici si dilateranno nel tempo, perchè potremmo sentirne gli effetti anche molti anni dopo, come quando, su una piccola imbarcazione, oscilliamo per le onde generate da una grossa nave passata lontano.
Forse nell'animo siamo dei marinai.
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