Passi di qui
come un soffio leggero
su spighe di grano ondeggianti.
Passi di qui
come una dolce memoria
che miete ricordi d'amore.
Passi di qui
come un sogno rubato
al tempo della lucida veglia.
Passi di qui
come una risposta muta
ad una silenziosa domanda.
Passi di qui
e il cielo piega le sue fronde
a dipingere un'abbraccio trasparente.
Passi di qui
e i miei versi spettinati
s'arruffano di felicità indomabili.

****************

Una lucciola volò via
dalle mie mani
schiuse nella notte
e vidi chiaramente
la sua luce
pulsare come il battito
del mio stesso cuore.

Tieniti bene piccolo fiore...io mi terrò la tua poesia.

Eco

Questo blog è chiuso da tempo, ma vedo che ancora c'è chi lo legge e questo mi da la sensazione di qualcuno che ascolti l'eco dei battiti di un cuore ormai sepolto. Forse si può amare anche una eco, come fosse una memoria diventata perla nascosta in fondo al mare. Solo un Narciso non ne sarebbe capace. E quindi grazie con tutto il mio cuore.

mercoledì

pensierini sorseggiando


Tempo fa fui invitato a seguire una relazione su Xenakis alla facoltà di architettura. Il tema era, prevedibilmente, musica e architettura. Il compositore-architetto (o viceversa) Xenakis si affacciò nel mondo dell'architettura come collaboratore di Le Corbusier per poi separarsene bruscamente. Non conoscevo l'opera architettonica di Xenakis, mentre avevo ascoltato pochissimo della sua musica. A me pare che in entrambi i campi non vi sia traccia di bellezza ma solo una sorta di fredda razionalità rivestita con suoni, per la musica, o con materiali da edilizia per l'architettura.
Mi sono sempre domandato come mai in certi testi di estetica ed in certi ambienti culturali, allo strutturalismo venisse concesso di varcare le soglie dell'arte.
Faccio un esempio.
Durante la relazione veniva raccontato che Xenakis si era servito della serie di Fibonacci (per chi non sa cosa sia googli pure perchè mi fa fatica spiegarlo) per ottenere delle misure da applicare agli intervalli ed alle frequenze dei suoni. Precedentemente Xenakis aveva usato lo stesso procedimento per stabilire l'aspetto e le distanze di alcune finestre in un edificio.
Mi domando cosa abbia a che fare con l'arte.
Penso anche ad Anton Webern nel suo "Il cammino verso la nuova musica" quando diceva che i primi tempi doveva usare il pallottoliere per ricordarsi di non usare una nota prima che tutte le altre fossero state usate (la cosiddetta dodecafonia).
Ma che cazzo di roba sono questi esercizi astratti e scissi dal sentire e dalla fantasia? A che serve, artisticamente, applicare un integralismo razionale in un ambito che è bello proprio perchè non è razionale?
Ho sempre pensato che non fosse arte ma gioco dell'intelligibilità fine a se stessa (altrimenti detta sega mentale), perchè il risultato è che l'immagine proposta è fredda e piatta.
Ben diverso è invece il discorso sulla frantumazione dell'immagine che opera Picasso, essa non nasce da un calcolo astratto ma dall'esigenza di andare oltre la figura per rappresentare un qualcosa che sta al di là del visibile.
Van Gogh fu espulso dalla scuola di disegno perchè non era capace di soddisfare le pretese del suo insegnante. Probabilmente il suo modo di vedere le cose era esatto (i sensi fisici funzionavano) ma nel passaggio alla rappresentazione grafica si rifiutava di fare una ripetizione fotografica e sovrapponeva alla realtà, deformandola, la sua visione, la sua espressione. In altre parole dava un senso a ciò che altrimenti sarebbe stato solo una ecolalia grafica della realtà materiale.
Mi divertii molto ascoltando una critica a certi film americani in cui uno disse che ci sono film in cui gli attori hanno dei movimenti uguali a quelli dei cavalli, nel senso che non esprimono niente al di là di ciò che si vede. Come quando Nanni Moretti inquadrava il proprio culo seduto sulla vespa, facendo solo un documentario, non cinema.
La Monna Lisa è un'immagine fissa, ma vederci solamente un bel volto di donna è cecità.
Un quadro di Rothko non ha figura ma vederci solo dei colori è sordità d'animo.

4 i commenti sono sospesi:

Saamaya ha detto...

Pomodorino, sappi che adesso Xenakis, per me, non è più uno sconosciuto!

;-)

buon caldo che.. matura i frutti.

LeDevil ha detto...

Io non so se è colpa di Fibonacci, dello strutturalismo, del pallottoliere, del dodecafonesimo, del maestro di Van Gogh, della mia sordità ancestrale...so solo che sta musica (?) di Xenakis mi pare un'emerita cacata.

Il verduraio ha detto...

@Saamaya, vivevi benissimo anche senza sapere chi fosse, meglio godersi il caldo, io lo adoro!
:-)


@Led, in fondo riassumi alla perfezione il concetto!!!!

luce ha detto...

Anche la matematica è un arte, solo che è la fantasia che la rende viva e l'anima che la rende bella.
Rendere tuttio artefatto e legato ad una formula ammazza il sentimento che l'arte racchiude
E amen.
Un caro saluto e grazie della cosa nuova che ho imparato con te