Passi di qui
come un soffio leggero
su spighe di grano ondeggianti.
Passi di qui
come una dolce memoria
che miete ricordi d'amore.
Passi di qui
come un sogno rubato
al tempo della lucida veglia.
Passi di qui
come una risposta muta
ad una silenziosa domanda.
Passi di qui
e il cielo piega le sue fronde
a dipingere un'abbraccio trasparente.
Passi di qui
e i miei versi spettinati
s'arruffano di felicità indomabili.

****************

Una lucciola volò via
dalle mie mani
schiuse nella notte
e vidi chiaramente
la sua luce
pulsare come il battito
del mio stesso cuore.

Tieniti bene piccolo fiore...io mi terrò la tua poesia.

Eco

Questo blog è chiuso da tempo, ma vedo che ancora c'è chi lo legge e questo mi da la sensazione di qualcuno che ascolti l'eco dei battiti di un cuore ormai sepolto. Forse si può amare anche una eco, come fosse una memoria diventata perla nascosta in fondo al mare. Solo un Narciso non ne sarebbe capace. E quindi grazie con tutto il mio cuore.

domenica

Decespugliando


Il concetto di perfezione mi porterebbe troppo fuori strada, essendo legato ad un ideale astratto.
Oggi ho decespugliato fino allo sfinimento, accidenti a tutta la pioggia che è caduta e che ha fatto crescere l'erbacce come in un mondo transgenico! A dire il vero non sono erbacce, ce n'è una varietà infinita, dal timo alla lupinella, dai cardi alla cedrina, alla nipitella, alla mentuccia, al tarassaco, al lino delle fate ed altre innumerevoli specie. Il fatto è che crescono talmente tanto che il campo diventa una savana e le serpi viaggiano tranquille perchè i falchi e le poiane dall'alto non le vedono.
Dunque, la perfezione mi infastidisce. "Nessuno è perfetto" è la famosissima frase del finale di A qualcuno piace caldo.
Il perseguimento di un ideale può portare a derive pericolose se l'ideale è disumano o delirante.
Quindi devo cercare un'idea umana per salvare me stesso ed il mio scarso cervellino.
Nella moltitudine di idee e pensieri, che si trovano nello sterminato mondo letterario, devo saper cogliere quelle buone, legandole con una sorta di filo di Arianna per venire fuori dal labirinto del pensiero stesso.
E questo è un discorso assurdo. E lo è perchè al mondo esistono persone che votano la Lega, persone che vanno in chiesa, persone che predicano bene e razzolano male. Le prime due categorie sono casi patologici, la terza invece anche.
La libertà di pensiero è però, giustamente, intoccabile. Quindi l'indifferenza verso certe categorie è un fatto indispensabile per vivere, per cui ce ne occuperemo solo e qualora le loro idee verranno a ledere la nostra altrettanto inviolabile libertà.
Il guaio, lo dico spesso, è che questa parola, libertà, ha una connotazione troppo confusa, oserei dire indefinita. Serve a ben poco la regolamentazione che prevede un limite alla libertà personale qualora leda la libertà dell'altro. Perchè se uno riesce a convincere l'altro a perdere la propria libertà il giochetto è bell'e fatto. Come si fa a convincere gli altri a perdere la loro libertà? Invocando una necessità o un ideale. La FIAT tenta di fottersi gli operai di Pomigliano invocando una sorta di necessità. I comunisti hanno tentato di fottere le persone invocando un ideale. Il paragone è estremamente sbilanciato, lo so bene, ma l'esempio calza. Soprattutto se penso all'ideale di uguaglianza dei comunisti, sacrosanto ma fondato su una visione superficiale dell'essere umano. Il comunismo non si è mai occupato di realtà ed immagine femminile, d'altronde nemmeno la rivoluzione francese lo aveva fatto, nonostante l'invocazione alla libertà all'uguaglianza ed alla fraternità.
Leggendo, fra quella sterminata selva di libri che affolla le biblioteche di tutto il mondo, ne trovai uno che, secondo me ovviamente, diceva una cosa mai detta prima da nessuno. Diceva, il libro, che per affrontare il diverso da sè bisogna prima di tutto affrontare l'essere umano fisicamente diverso da noi, la donna per l'uomo e l'uomo per la donna. Se non si accetta questa diversità fra "uguali" non ci sarà mai nessuna vera uguaglianza fra gli esseri umani. L'autore del libro sosteneva una sua scoperta scientifica osservando che ciò che veramente ci rende tutti uguali è solo ed unicamente la nascita, sottolineando che le femminucce ed i maschietti succhiano il seno allo stesso modo. Solamente dopo prenderanno atto della loro meravigliosa e, spero, affascinante diversità.
L'erba che ho tagliato adesso sembra tutta uguale ed il campo sembra più pulito, le serpi non avranno vita facile, ma questa uguaglianza che ho ottenuto è costata il prezzo di tante erbette buone e gentili, belle da vedere ed utili sia alla tavola che al corpo. Per questo l'uguaglianza del comunismo mi è sempre stata antipatica.
Ma siccome sono un bastardo, ho risparmiato diversi ciuffetti dalla furia cieca del mio decespugliatore, erano carini e creano una certa varietà. Inoltre mi servono per sostenere la mia totale opposizione alla stupidissima idea del caos a cui si contrappone l'altrettanto stupidissima idea di ordine.

2 i commenti sono sospesi:

Giulia ha detto...

Io il prato, che non è un prato perchè non è composto essenzialmente da erba, lo faccio decespugliare. E dopo il passaggio della decespugliatrice assume tutto un altro aspetto. Si allarga. Ma non si uniforma. Immagino il mio straccio di giardino con un'erbetta all'inglese, soffice, tenera, verde speranza. Poi apro gli occhi e vedo lo stesso straccio di giardino con tre fazzoletti d'erba tenacemente aggrappati al suolo e tanti cespuglietti dai fiori gialli. Tali fiori si aprono il giorno e si chiudono la sera, di modo che il mio giardino cambia faccia come il sole e la luna. E mi piace. In barba all'erbetta inglese. E mi piace perchè è diverso, rozzo, genuino. Mi piace perchè non è uguale. In quanto all'uguaglianza tra uomini, credo e sostengo che la prima forma di razzismo sia proprio l'uguaglianza. Non siamo uguali. Tutto qui. Accettarlo è l'unico passo verso la comprensione di se stessi e del prossimo. Bel post, l'ho letto con piacere.

Il verduraio ha detto...

Grazie Giulia!

:-)